Alpinismo

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Pizzo Cengalo - 3367 m e il “Cacao Meravigliao”

Cacao Meravigliao

Cacao Meravigliao 1
26.12.1987

“Cacao Meravigliao”…..qualcuno si chiederà: che rapporto ha con la montagna, o meglio, con il Cengalo?

Molti si ricorderanno la trasmissione “Indietro Tutta” con Renzo Arbore, dove la canzone Cacao Meravigliao era la canzone regina. Siamo nel 1987.

Il Pizzo Cengalo, dopo il Monte Disgrazia, è la più grande montagna della Val Bondasca (CH). La via normale è sulla parete Ovest-Sud-Ovest, che sale dal Val Masino.

Questa storia la troviamo però sulla parete Nord-Est.

Giuseppe “Popi” Miotti, Tarcisio Fazzini, Camillo Selvetti arrivano alle 12 alla base della parete, dopo aver lasciato alle spalle l’Alpe Laret sopra Bondo (CH). Si preparano velocemente e Tarcisio Fazzini inizia la salita. Presto questa diventa una sfida al limite delle proprie capacità. Dopo qualche tiro Tarci lascia a Miotti il piacere di scoprire la linea che va verso l’alto. Si fa buio, ma non c’è la possibilità di un bivacco. Salgono comunque con immensa fiducia, superando placche di granito incrostate di ghiaccio. Arrivano in vetta al Cengalo a notte inoltrata. Non si fermano. Scendono e solo alle 3.30 del 27 dicembre trovano un posto per bivaccare.

Una via di salita di prim’ordine considerata una linea all’avanguardia per il periodo. Oggi sarebbe considerata una impegnativa via di misto moderno. Il dry tooling era ancora agli albori. Purtroppo oggi non è più praticabile, per le note frane sulla parete del Cengalo.

CacaoPerché hanno scelto questo nome? Per rendere più solare una salita invernale!

Leggete l’affascinante, ironico e disincanto racconto di Giuseppe “Popi” Miotti, apparso anche sullo “Scarpone”, visibile a questa pagina.

I protagonisti?

lecco via del tarci 2020 14 risultatoGiuseppe “Popi” Miotti - fu protagonista dell’arrampicata in Valmasino, con il gruppo dei “Sassisti” dove l’andare per montagna non poteva essere solo sofferenza. Il suo alpinismo spazia dalla Patagonia, Karakorum, dallo Yosemite all’Albania. Coerente con la sua visione di montagna, nel 2015 si dimette da Guida Alpina e da Maestro d’Alpinismo, in quanto non condivideva la scelta dell’eliski. Potete conoscerlo meglio nel libro “Gli Archivi ritrovati…un percorso tra i monti”. Trovate La sua visione dell’alpinismo, la sua storia, la sua passione, quale forma espressiva e non di affermazione personale per il semplice gesto dello scalare.

Tarcisio Fazzini - Volete saperne di più? Leggete “Le vie de Tarci” scritto dal suo grande amico Giuseppe “Popi” Miotti. Fu alpinista a 360°, sapendo coniugare eleganza ed avventura. Le sue salite sono pietre miliari nell’alpinismo. E’ prematuramente scomparso nel 1990.

Camillo Selvetti - compagno di avventure alpinistiche con “Popi” Miotti, insieme hanno lasciato la loro impronta su diverse montagne della Val Masino. Estensore di guide sci-alpinistiche della Valtellina e della Valmasino.

CengaloCengalo 2thumb Gli Archivi

"Pietà l'è morta"

Badile          "Ora puoi andare” dice la mamma di Elena a Gianni, la figlia che il 9 gennaio è venuta al mondo. Il padre era in attesa di mettersi in cammino.

Non ho ancora capito perché certi alpinisti si innamorano di salite invernali. Salite che portano i protagonisti ad estenuanti avvicinamenti, che si ripetono anche più volte. Senza parlare dei bivacchi in parete, con temperature rigide stando attaccati alle pareti, per farsi trascinare via dalle slavine.

I Fratelli Rusconi, Gianni e Antonio, erano tra questi. Nel periodo più freddo, esprimono il meglio. Non solo ripetono per la prima volta in inverno, vie importanti, dalla Torre Trieste al Crozzon di Brenta dal Cengalo al Civetta, ma anche nuove “prime” da far impallidire. Tra queste sulla parete Est-Nord-del Pizzo Badile.

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