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Ricordando Franco Berlendis

CAI NEMBRO GRUPPO ESCARGOT - BEPI DELLAVITE Ricordando franco berlendis Lunedì 11, sei giorni prima che Franco ci lasciasse, ho ricevuto questo suo SMS: “Caro Bruno (president) volevo salutare te e tutto il gruppo. So che mi siete vicini ma non dubitate che l’escargot Franco rientrerà nei ranghi sicuramente come simpatizzante. Ciao a presto Franco” Domenica 17, ieri l’altro, in occasione del consueto convivio annuale del nostro Gruppo, ebbi modo di trasmettere a viva voce questo suo messaggio, cui fece seguito uno spontaneo lunghissimo applauso e nulla faceva presagire che proprio in quel momento, Lui ci stava per lasciare! Purtroppo non si è più ripreso e Dio lo ha voluto con sé! Solo il ricordo delle nostre escursioni, delle belle giornate passate insieme, della fortuna di averlo avuto amico, potrà lenire il nostro doloroso sconforto. Come poter dimenticare infatti i raid in Francia, Svizzera ed Austria in cerca di funghi, per poi sentirgli dire infine che i migliori restavano comunque quelli che lui raccoglieva nelle “sue” selve dei Bani, al sole della Valcanale, e che finiva sempre con il regalarli generosamente ai suoi amici più cari; e come poter scordare le scorribande con gli sci, prima con “chi del sabat” e più tardi con i più pacifici “escargots”, ed è proprio alla prima uscita di quest’anno, lunedì 7 gennaio, che ha voluto iniziare con noi la nuova stagione sulla neve, risalendo le piste degli Spiazzi fin su verso il Timogno, apparentemente senza affanno….. ma è stata l’ultima volta! Con quale stato d’animo potremo ora intonare la “nostra” Maslana, abituale brano di chiusura delle nostre performances canore, che grazie a Franco, spaziavano dalle canzoni degli anni sessanta, ai canti delle nostre valli alpine, senza poi dimenticare il repertorio di Guccini, che lui tanto amava? Ma il ricordo del suo sorriso, della sua disponibilità, del suo impegno sociale e politico, della sua umanità e delle cose belle che ci ha lasciato, ci aiuteranno a rinfrancare il nostro spirito. Lui ci piaceva proprio per quel suo atteggiamento non competitivo e tantomeno aggressivo, ci colpiva la sua ferma dolcezza, la sua calma istintiva e la sua ironia. Ha sempre creduto in una dimensione della vita che si riassume nel rispetto verso se stessi e nei confronti del prossimo ed ha rappresentato un modello ideale di compagno di viaggio, aperto ad ogni forma di conoscenza, sempre pronto a trasmettere ad ognuno tutte le sue esperienze di vita alpina e culturale. Non lo scorderemo mai il Berlendes, e siamo sicuri che su ogni balza che saliremo, a piedi o con gli sci, Lui sarà sempre al nostro fianco. Ora il nostro pensiero, e pensiamo di tutti coloro che lo hanno conosciuto, corre a Vanna ed a Adriana, che hanno perso sì un grande tesoro, ma si consolino perché loro, nella vita, di cotanto tesoro hanno ampiamente potuto godere! La vita continua per nostra fortuna, e già noi giovedì riprenderemo le nostre escursioni, certi che Franco ci capirà e magari, salendo verso l’Altissimo (proprio così si chiama la cima che saliremo in Valle Camonica dopodomani), ognuno di noi si scoprirà a parlar da solo, ma non sarà così,...starà parlando con Franco! Ciao Franco, ciao. Nembro, 19 febbraio 2013
Club Alpino Italiano

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