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Il Sandro

Pochi gesti, poche parole, molti silenzi, ma anche l’allegria, lo scherzo

così lo ricorda Ottavio Dezza.

SandroCosì era Sandro Fassi.

Sentinella RossaSandro era un maestro nell’accompagnare i giovani in montagna. I giovani che amavano dire “noi della scuola di Sandro”. Ennio Spiranelli ricorda come il Sandro fosse uno stimolo per molti. “Era quello che se per due sere di seguito non ti vedeva in Cava a Trevasco, veniva a prenderti a casa”.

“Splendido e grandioso itinerario su terreno misto, uno dei più belli del Monte Bianco”, così descrive la salita della Sentinella Rossa, Gino Buscaini nella sua “grigia” Guida Dei Monti d’Italia.
Sopra il ghiacciaio della Brenva, il 16 agosto 1984, c’erano le cordate: Fassi/Bergamelli e Spiranelli/Moioli.

Vito B Sandron 3 Antonello MIl “Berga”, ricorda Ennio, “aveva iniziato presto ad arrampicare, ma si era accorto che i campi di calcio e le signorine lo distraevano e gli procuravano gli stessi piaceri. Dopo alcuni anni, però, non poté resistere al richiamo della montagna e riprese a sbrindellarsi i polpastrelli sui traversi della cava”.

EnnioProcedevano con attenzione, una cordata dietro all’altra, verso il torrione monolitico di roccia rossastra: la Sentinella Rossa.

“Ocio Vito” è un urlo che si diffonde nel canalone e che spezza lo stomaco, rimanendo scolpito nella testa di chi lo sente.

Lo sanno bene Ennio S. e Antonello M. che erano a poca distanza “ce li siamo visti sfrecciare davanti agli occhi come due ombre” ricorda Antonello. Con quel grido, dovettero fare i conti sino in vetta al Monte Bianco dove riuscirono a chiamare i soccorsi.

“Era un’antiprotagonista” così era per F. Nembrini, che fu diverse volte compagno di cordata di Sandro.

Sandro era Istruttore Nazionale di Alpinismo e Tecnico del Soccorso Alpino, oltre ad essere stato componente di diverse spedizioni extraeuropee. Nell’agosto del 1981 con la Spedizione “Citta di Bergamo” raggiunse con Gigi Rota e Battista Scanabessi la vetta del Nanga Parbat (mt 8126).

Aveva un lungo curriculum di salite alpinistiche al suo attivo: esperienza e determinazione da vendere!!

Alla Scuola Nazionale di Sci Alpinismo della nostra Sottosezione, dedicò il suo disinteressato impegno, contribuendo a divulgare la passione per la montagna. Era attento e consapevole di come fosse importante trasferire a tutti gli allievi, le conoscenze sulla sicurezza nell’andare per monti.

Vito e Sandro“Puntiglioso, amava la precisione voleva a tutti i costi la sicurezza” è Angelo Carlo Villa, componente della spedizione del 1981, a ricordarlo con queste parole sull’ annuario CAI di Bergamo del 1984.
Sotto la spinta di Franco Maestrini la nostra Sottosezione legò il nome della Scuola a quella di Sandro, riconoscendogli il ruolo fondamentale che ebbe nella crescita della Scuola Nazionale di Sci Alpinismo.
Sono trascorsi 35 anni da quel 16 agosto.
Ricordando Sandro, ci sentiamo orgogliosi per essere stati suoi compagni di viaggio, suoi compagni di cordata, aiuto istruttori, o suoi allievi, o semplici amici.

Vuoi approfondire la conoscenza di Sandro? Sul libro “Nembro in Montagna” o sull’ Annuario CAI di Bergamo 1984, che trovi presso la nostra Biblioteca, scoprirai altre informazioni.

Agosto 2019 (pg)

Club Alpino Italiano

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